Presentazione del progetto: "Da che parte stai? Questionario sul bullismo nella scuola". Enrico Nivolo

Progetto realizzato da

 Federazione Malattie Rare Infantili Onlus

in collaborazione con

Centro Servizi Didattici della Città Metropolitana di Torino,

Divisione Servizi Sociali del Comune di Torino,

e con

Pragma. Società Professionisti Pratiche Filosofiche, Associazione Assiotea e Spazio Filosofante.

 

Equipe del progetto

Dott.ssa Maddalena Bisollo (Filosofa)

Dott. Roberto Lala (Medico)

Dott. Luca Nave (Filosofo)

Dott. Enrico Nivolo (Antropologo)

 

Introduzione

Il termine bullismo – coniato dal verbo inglese to bully, tiranneggiare, fare il prepotente – è un fenomeno che implica un’azione volta a danneggiare e/o fare deliberatamente del male condotta da una o più persone contro una o più altre persone. Un bullo è colui che vuole affermarsi sugli altri a tutti i costi e sentirsi più forte e più importante. Capita spesso che nelle scuole accadano episodi di questo genere: prevaricazioni, soprusi e prepotenze messi in atto da uno studente nei confronti di un altro perché considerato più debole, inferiore, o appartenente ad un gruppo sociale minoritario.

Anche la scuola italiana non è esente da questo fenomeno. Da un’indagine dell’ISTAT del 2014 emerse che oltre il 50% degli studenti intervistati dichiarò di aver subìto almeno un episodio di bullismo da parte di altri studenti, mentre il 20% ammise di essere una vittima assidua subendo azioni violente più di una volta al mese. In generale questi episodi sono legati a insulti ripetuti, commenti offensivi sull’aspetto fisico, diffamazioni e violenza fisica e a esserne maggiormente vittima sono le ragazze che spesso vengono prese di mira non solo dentro le mura scolastiche, ma anche in rete.

Tuttavia come ci insegna Primo Levi il confine tra vittima, carnefice e spettatore è sfumato e ciascuno di noi durante la sua vita ha subìto, commesso o assistito ad atti di violenza discriminatoria. Quando si parla di bullismo talvolta risulta difficile tracciare una linea di separazione netta tra oppressori e perseguitati e occorre esserne consapevoli per evitare di produrre discorsi che semplifichino eccessivamente una realtà complessa ed eterogenea.

 

Progetto

Visto l’aumento della richiesta di interventi formativi legati al bullismo riscontrato dal Centro Servizi Didattici della Città Metropolitana di Torino (Ce.Se.Di) e dagli operatori della Federazione Malattie Rare Infantili Onlus (FMRI),[1] si è pensato di condurre un’indagine quantitativa nelle scuole del Piemonte volta a comprendere da che parte stiano gli studenti, ossia in che modo gli alunni e le alunne vivano la triangolazione vittima-carnefice-spettatore, quale impatto abbia sulla propria persona il fenomeno del bullismo e quali siano le motivazioni alla base degli episodi di violenza, tanto fisica, quanto verbale. Nello specifico il seguente progetto è finalizzato a:

 

- valutare in che modo gli studenti della scuola secondaria di secondo grado rappresentano l’esperienza del bullismo:

- cogliere in che modo gli studenti della scuola secondaria di secondo grado si collocano rispetto al bullismo (vittima, carnefice, spettatore);

- elaborare successivi interventi formativi volti a contrastare il bullismo sulla base dei risultati della ricerca.

 La scelta del questionario sembra essere la più adatta a svolgere questo genere di ricerca in quanto sarà così possibile analizzare e classificare accuratamente le caratteristiche della realtà, inserendole in modelli statistici che, essendo generalizzabili a popolazioni piuttosto ampie, sono in grado di fornire un supporto maggiore ai dati raccolti per mezzo della ricerca quantitativa nella prima fase di ricerca. Per mezzo del questionario sarà inoltre possibile comprendere se i fenomeni individuati dalla letteratura esistente su questo argomento sono una reale conseguenza dei comportamenti che si presume li generino e se sono semplicemente occorrenze casuali.

Per raggiungere gli obiettivi sopra elencati sarà utilizzato un questionario di 33 domande a multipla scelta o scala Likert. La somministrazione verrà fatta in classe, fornendo un link di Google Moduli all’insegnante che provvederà a inviarlo agli studenti, i quali a loro volta saranno accompagnati da un responsabile della ricerca nella compilazione sul loro smartphone. Per coloro i quali ne fossero sprovvisti ci sarà la possibilità di compilare una versione cartacea. I dati raccolti saranno successivamente analizzati per mezzo del programma SPSS e sulla base di quanto emergerà saranno sviluppati degli appositi interventi formativi da proporre alle scuole che aderiranno all’iniziativa.

I partecipanti saranno reclutati all’interno della rete di scuole che fa parte del progetto Diverso da chi? Dialoghi sulla disabilità, l’omofobia e i razzismi condotto dalla FMRI in collaborazione con il Ce.Se.Di. Prima di somministrare il questionario verranno raccolte le autorizzazioni e i consensi informati del dirigente scolastico, degli insegnanti, dei genitori e degli studenti coinvolti. Ai dati raccolti in forma anonima avranno accesso unicamente i responsabili del progetto di ricerca e saranno mantenuti in archivio per cinque anni dopo la fine dell’analisi.

È in atto la richiesta dell’imprimatur del Comitato Etico dell’Università degli Studi di Torino a garanzia del rispetto delle norme etiche vigenti nella comunità scientifica nazionale e della tutela della privacy delle soggettività coinvolte nell’indagine. Al momento è stata avviata una sperimentazione pilota in nove classi del territorio torinese che servirà ad affinare lo strumento di indagine e a restituire una prima visione d’insieme del fenomeno oggetto di ricerca. Tuttavia per rendere solida la base empirica dell’indagine occorrerà somministrare il questionario a circa 1000 studenti distribuiti sulla base del numero dei residenti come segue:

 Alessandria: 100 studenti, circa 5 classi

Asti: 50 studenti, 2/3 classi

Biella: 40 studenti, 2 classi

Cuneo: 130 studenti, circa 7 classi

Novara: 80 studenti, circa 4 classi

Torino: 500 studenti, circa 20 classi

Verbano-Cusio-Ossola: 40 studenti, circa 2 classi

Vercelli: 40 studenti, circa 2 classi

 

Il progetto pilota

Il questionario sopra menzionato è già stato somministrato – previa raccolta dei consensi informati di genitori, dirigente scolastico, insegnate e intervistato – in 9 classi di 4 diverse scuole della Città Metropolitana di Torino per un totale di 221 questionari raccolti. Di seguito sono riportati alcuni dati sul campione e alcune interessanti informazioni emerse da una prima analisi descrittiva dei questionari.

L’età media degli intervistati è di 16 anni, di questi il 56% è di genere femminile, il 42% maschile e il 2% ha dichiarato di appartenere ad un altro genere. La maggior parte degli intervistati (94%) è nata in Italia e risiede a nei comuni di Torino (42%), Moncalieri (23%) e Nichelino (8%). Gli studenti sono suddivisi tra licei (66%), istituti tecnici (21%) e istituti professionali (13%). Per ciò che concerne i genitori il mestiere più svolto è l’impiegato (30%), seguito da imprenditore (20%) e da operaio/commesso (12%); a riguardo il dato positivo è che il 75% del campione ha affermato che la famiglia ha avuto poche o nessuna difficoltà economica negli ultimi anni. Il tasso più alto di persone non occupate si riscontra tra le madri (20%), mentre tra i padri scende al 3%, forse per via dell’alto numero di donne casalinghe. Un altro dato interessante è relativo alle religioni: accanto alla metà cattolica (49%) convive quasi una metà atea o agnostica (41%), mentre il restante 10% è suddiviso tra altre sette religioni, con una maggioranza islamica (4% del totale).

Passando all’argomento centrale del questionario, il bullismo, è da notare che mediamente il 60% degli studenti ha dichiarato di aver assistito ad uno degli episodi descritti alle domande 12, 18 e 24, il 50% di essere stato vittima e il 40% di aver commesso una di quelle azioni ad un altro studente. Tra le azioni commesse con maggior frequenza sono da segnalare gli insulti, l’appropriazione di beni altrui senza permesso e la presa in giro, ma accanto a queste ne sussistono alcune, più gravi ma meno frequenti, verso cui occorre rivolgere l’attenzione.

Un primo caso riguarda l’aggressione violenta, sebbene la maggior parte degli studenti abbia dichiarato che non avvenga mai, esiste un 3% che dichiara di assistere a episodi di violenza ogni giorno. Simile è la situazione dell’incitamento ad assumere droga o alcolici, anche in questo caso il 3% assiste sempre ad episodi simili e il 3% del campione ha affermato di esserne stato vittima. Altro dato a cui rivolgere l’attenzione sono i commenti a sfondo sessuale per cui l’8% ha dichiarato di assistervi quotidianamente e l’esibizione di foto con contenuti a sfondo sessuale, denunciate quotidianamente dal 5% del campione. Per tutti questi episodi la maggior parte degli studenti ha tuttavia dichiarato non averli mai commessi e in pochi di averli subiti. Resta da capire quanto le vittime siano in grado di trovare il coraggio di denunciare gli episodi di violenza subiti. Le cause degli episodi di bullismo sono principalmente connesse all’aspetto fisico, all’orientamento sessuale e all’abbigliamento.

Un ultimo dato da evidenziare è la scarsa attenzione che, secondo gli intervistati, gli adulti avrebbero nei confronti del bullismo: il 50% del campione ha infatti asserito che gli adulti delle scuole non notano mai o quasi mai gli episodi di bullismo e che solo il 10% interviene sempre per fermare i bulli, contro un 40% che invece non interviene mai o quasi mai.

Questa rapida carrellata di dati è emersa da una prima, rapida, analisi dei dati. Obiettivo di questo progetto è quello di espandere la raccolta dati a tutto il Piemonte e successivamente procedere ad un’analisi approfondita mediante tecniche di statistica inferenziale che siano in grado di valutare la significatività delle relazioni tra le variabili e l’affidabilità dei valori che emergeranno dalle numerose scale Likert.

 

 CALL FOR ACTION

Se insegni in una scuola secondaria di secondo grado puoi partecipare con le tue classi a questo progetto nell’A.S. 2019/2020.

 

Per maggiori informazioni:

 Contatti

Segreteria Generale FMRI Onlus - Dr Luca Nave

Mail:   segreteria@malattie-rare.org

Tel:     339 52 03 554

Web:   www.malattie-rare.org

 



[1] Il Ce.Se.Di. e la FMRI collaborano dal 2014 nell’ambito del progetto Diverso da chi? Dialoghi sulla disabilità, l’omofobia e i razzismi, un’attività di informazione per studenti e docenti delle scuole secondarie di secondo grado della Regione Piemonte che si propone l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti alla diversità e prevenire gli episodi bullismo nei confronti delle categorie più deboli per mezzo di attività didattiche.