Tu hai la pertosse e io muoio. “Pro Vax”, “No Vax” e i morti di Fake News. Luca Nave

Leggiamo, on line, una lettera inviata al Direttore dell’Avvenire:

“Caro Direttore, il mio nome è Mattia e sono nato due anni e mezzo fa. A detta di tutti sono bello, vivace e intelligente, soprattutto sono allegro e rido molto. Ma c’è un ma: io sono un bambino 'no vax', di quelli veri però, non ideologici, perché sono venuto al mondo senza sistema immunitario. […] non possedendo una memoria immunitaria, non potrò mai ricevere alcun vaccino. Sono l’essere più inerme su questa terra, insomma, anche se da fuori nessuno lo direbbe, e la mia sopravvivenza dipende strettamente dagli altri bambini che incontro all'asilo, sulla spiaggia o mentre viaggio seduto sul carrello del supermercato: se loro si ammalano quasi di sicuro guariscono, io sono morto”.

Mattia è affetto da una rara malattia genetica che colpisce in media 1 bambino su 200.000 nati: l'Agammaglobulinemia o malattia di Bruton,  il prototipo delle immunodeficienze di tipo umorale (quelle che colpiscono gli anticorpi o immunoglobuline). E' caratterizzata da livelli molto bassi o assenti di immunoglobuline nel siero e da assenza di linfociti B circolanti. Questi pazienti non sono in grado di produrre anticorpi, una parte integrante del meccanismo di difesa del corpo contro determinati microrganismi (ad esempio batteri, virus), fondamentali per permettere il recupero dalle infezioni.

I pazienti affetti da questa patologia presentano infezioni ricorrenti da streptococchi, stafilococchi e Haemophilus influenzae, che compaiono verso la fine del primo anno o nel corso del secondo anno di vita: durante i primi sei mesi di vita, questi bambini sono protetti dagli anticorpi che hanno ricevuto dalla mamma durante la gravidanza. Le infezioni batteriche hanno spesso un decorso grave: rispondono alla somministrazione di antibiotici, anche se di solito recidivano dopo pochi giorni o settimane dalla sospensione della terapia. Le localizzazioni più̀ frequenti sono quelle respiratorie (riniti, otiti, bronchiti e broncopolmoniti), le sepsi (infezioni generalizzate di tutto l'organismo), le piodermiti (infezioni della pelle), le osteomieliti e le artriti (infezioni dell'osso e delle articolazioni. Per via di queste infezioni, la crescita è spesso rallentata.  

La lettera continua:

“La mattina ero in spiaggia a fare bagni e castelli di sabbia, la sera ero intubato a bordo di un’ambulanza che sfrecciava verso il Gaslini di Genova […]  Ero scosso da convulsioni, scottavo a 41, non respiravo, il mio corpo si copriva di bolle scure manco avessi la peste e le ipotesi erano le più disparate, leucemia, meningite, linfoma, tubercolosi, scarlattina... o tutte queste cose insieme. In famiglia fu il panico, io entrai in coma e non mi accorsi più di nulla. Rimasi ricoverato mesi, sempre in attesa di una diagnosi, perché in effetti se non possiedi un sistema immunitario ti viene proprio di tutto, e tutto è letale”.

La storia di Mattia ha un lieto fine. I medici del Gaslini di Genova hanno saputo combattere la malattia di Bruton, hanno vinto contro le manifestazioni della patologia, contro la meningite e i “batteri mangiacarne”, ovvero la fascite necrotizzante che ha colpito Mattia, una rara e violenta infezione dei tessuti sottocutanei, letale in più del 70 percento dei pazienti, scatenata da batteri che rappresentano versioni mutate e aggressive di microorganismi comuni. Mattia potrà convivere con la sua malattia e condurre una vita per molti versi simile a quella dei suoi coetanei. Certo, dovrà sottoporsi per tutta la vita a un trattamento che prevede la somministrazione di immunoglobuline umane con lo scopo di sostituire le immunoglobuline mancanti e di raggiungere livelli di immunoglobuline nel sangue (>500 mg/dl) sufficienti per proteggerlo dalle infezioni. Si tratta quindi di una terapia salvavita, che può essere somministrata per via sottocutanea o endovenosa: nel primo caso può effettuare la terapia a domicilio, mentre nel secondo caso la terapia deve essere somministrata in ambiente ospedaliero ogni 3-4 settimane. La terapia sostitutiva con immunoglobuline deve affiancarsi ad un tempestivo e adeguato utilizzo degli antibiotici in caso di sospetta infezione batterica, nonché́ da una adeguata fisioterapia respiratoria in quanto strumento terapeutico essenziale nel prevenire o rallentare la compromissione polmonare.

Il fatto è che Mattia, come tutti i pazienti affetti dalla malattia di Bruton, non possono essere vaccinati con vaccini da virus vivi-attenuati, come il vaccino antipolio di Sabin (non più in uso in Italia) e i vaccini contro morbillo, parotite e rosolia, poiché sono a rischio di sviluppare la malattia che dovrebbero prevenire. Le vaccinazioni con microrganismi uccisi (vaccino antipertosse) oppure con derivati purificati (tetano, difterite, ecc.) sono invece del tutto innocue ma inefficaci, visto che i pazienti affetti da agammaglobulinemia non hanno la capacità di rispondere ai vaccini con la produzione di anticorpi.

“Sa qual era alla fine la malattia per cui stavo andando all'altro mondo a 11 mesi? Una banale varicella, banale per gli altri ma non per me”; e aggiunge Mattia: “La vera tragedia è che se all'asilo siederà accanto a me un compagno no vax (di quelli ideologici però, i cui genitori non li vaccinano per ignoranza, per moda, perché su Facebook lo dice tizio) avrò sempre un cappio attorno al collo. Se lui avrà la pertosse, morirò io”.

In queste parole risiede una motivazione etica che sta alla base della vaccinazione, sostenuta anche dal principio definito come “immunità di gregge” ("herd immunity"); si tratta di una forma di protezione indiretta che si verifica quando la vaccinazione di una parte significativa di una popolazione (o di un allevamento) finisce con il fornire una tutela anche agli individui che non hanno sviluppato direttamente l'immunità. Secondo il principio dell'immunità di gregge, nelle malattie infettive che vengono trasmesse da individuo a individuo, la catena dell'infezione può essere interrotta quando un gran numero di appartenenti alla popolazione sono immuni o meno suscettibili alla malattia. Quanto maggiore è la percentuale di individui che sono resistenti, minore è la probabilità che un individuo suscettibile entri in contatto con l'agente patogeno (es. virus). Se l'agente patogeno non trova soggetti recettivi disponibili circola meno, riducendo così il rischio complessivo nel gruppo.

Negli ultimi anni, per via della disputa VAX – NO VAX si sta verificando un pericoloso calo delle coperture vaccinali nelle popolazione e si sta di fatto mettendo a rischio il raggiungimento della immunità di gregge. Questo dibattito assume spesso toni ideologici e poco scientifici, è caratterizzato da tante Fake news prive di ogni evidenza scientifica. Affrontare i dubbi con il proprio pediatra è certamente il modo giusto per avere risposte basate su dati scientifici e non su falsi miti e opinioni personali, tenendo in considerazione il fatto etico che vaccinare il proprio figlio è un atto di responsabilità di oggi al fine di ottenere un vantaggio futuro, non solo per il singolo, ma per tutta la comunità.

E concludiamo con le parole di Mattia:

“[…] noi immunodepressi (i tanti bambini con il cancro o l’epilessia o un trapianto o altri ancora) non ci ammaleremo se voi vi vaccinerete, altrimenti soccomberemo. Ho sentito il ministro dell’Interno chiedere di ammettervi in classe anche se i vostri genitori non vi hanno vaccinato, per evitarvi il 'trauma' di restare a casa, ma io non posso morire di fake news perché tua madre crede a bufale scientificamente smentite, non voglio morire per la leggerezza di politici a caccia di consensi”.

 

Per approfondimenti:

Lucia Bellaspiga, “Lettera ai «no vax». Tua madre crede alle bufale e io a due anni posso morire”

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/tua-madre-crede-alle-bufale-e-io-a-due-anni-posso-morire?fbclid=IwAR0YWb3_7z3h0dpd3UMJDYPrcTCGS0u5boCs5HRdqVLe2B9usDVmtuG8TEI, 12 marzo 2019. URL consultato il 17 marzo 2019

Maria Paulke-Korinek, Michael Kundi e Pamela Rendi-Wagner, Herd immunity after two years of the universal mass vaccination program against rotavirus gastroenteritis in Austria, in Vaccine, vol. 29, nº 15, 24 marzo 2011, pp. 2791–2796, DOI:10.1016/j.vaccine.2011.01.104. URL consultato il 17 marzo 2019

Alain FISCHER, Agammaglobulinemia legata all'X. https://www.orpha.net/consor/cgi-bin/Disease_Search.php?lng=IT&data_id=142&Disease_Disease_Search_diseaseGroup=agammaglobulinemia&Disease_Disease_Search_diseaseType=Pat&Disease(s)/group%20of%20diseases=X-linked-agammaglobulinemia--Bruton-type-agammaglobulinemia-&title=X-linked-agammaglobulinemia--Bruton-type-agammaglobulinemia-&search=Disease_Search_Simple. URL consultato il 17 marzo 2019