Una nuova antologia di poesie e racconti per sostenere la ricerca e la cura delle malattie rare infantili.

Anche quest’anno la Federazione Malattie Rare Infantili Onlus sarà presente al Salone Internazionale del Libro di Torino, che avrà luogo dal 9 al 13 maggio 2019. Per l’occasione, con l’Associazione Culturale Carta e Penna, abbiamo indetto un premio letterario per poeti e scrittori di narrativa e abbiamo creato un’antologia che presenteremo presso il nostro stand. Il tema del premio era l’ottimismo. Il testo del bando invitava a “parlare di bambini malati ma le poesie e i racconti dovranno essere ottimistici. Non vogliamo più piangere, vorremmo sorridere e concludere la lettura del testo sentendoci più fiduciosi”.

Il Comitato di lettura composto da Alberto Musso, Roberto Lala, Maddalena Bisollo e Luca Nave, vista l’alta qualità delle poesie e dei raccolti pervenuti, ha trovato enormi difficoltà a stilare la graduatoria finale dei vincitori. Dopo un lungo dibattimento il Comitato ha selezionato le seguenti opere di narrativa e poesia:

Sezione Narrativa:

Primo posto: Fosca Andraghetti, Tenerezza

Secondo posto: Monica Gorret, Io volo più di te

Alice Marcolongo: Un mondino tutto mio

Sezione Poesia:

Primo posto: Najla Letizia Masaro, Cacciatori di cose belle

Secondo Posto: Francesca Gozzi, Mustafà e il dottor raffreddore

Maria Rita Colaiuda, Amica rara

 Porgiamo i nostri più sinceri complimenti ai vincitori e i nostri ringraziamenti agli autori che hanno partecipato. Vi aspettiamo al Salone Internazionale del Libro, dove si potrà acquistare il volume. I proventi andranno a sostenere i nostri progetti di ricerca e di cura delle malattie rare infantili. Chi non potrà essere presente può richiedere una copia cartacea o in PDF scrivendo una mail a cartaepenna@cartaepenna.it .  

Intanto presentiamo la prefazione al volume e auguriamo una buona lettura.

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“Il bicchiere che esiste negli occhi di chi lo guarda”.

Luca Nave

Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? La scienza ci insegna l’ottimismo e sostiene che il bicchiere è sempre pieno: per metà è pieno di particelle di liquido, per l’altra metà di particelle di aria. Eppure si dice, in base al senso comune, che l’ottimista lo vede mezzo pieno, il pessimista mezzo vuoto. La filosofia ammette allora che il bicchiere in sé non esiste, o meglio, che esiste solo negli occhi di chi lo guarda. L'ottimismo è un atteggiamento che si manifesta nel modo di sentire, di pensare e di vivere contraddistinto dalla positività, o almeno dal suo prevalere sulla negatività. Essere ottimisti non significa soffrire della “Sindrome di Pollyanna” tipica dell’ottimista “ottuso” che vede sempre e solamente il lato positivo delle cose, ma consiste nella capacità di cercare la positività dei fatti e assumere la buona fede nella considerazione delle persone, pur senza negare gli aspetti negativi della situazione attuale.

Secondo alcuni l’ottimismo e il pessimismo sarebbero atteggiamenti innati e immodificabili mentre secondo altri si può imparare a pensare in maniera positiva.

Visto che riteniamo si possa imparare a pensare e vivere con ottimismo, pur senza scadere nell’ottusità, abbiamo deciso di dedicare un premio letterario alla questione. Abbiamo chiesto a scrittori e poeti di raccontare l’ottimismo. Il premio, organizzato dalla Federazione Malattie Rare Infantili Onlus e dall’Associazione Carta e Penna, ruota intorno alle malattie dei bambini. La sfida che abbiamo lanciato a poeti e scrittori è di cercare il lato positivo della situazione proprio laddove non sembra poter scorgere alcuna positività. Si tratta per lo più di storie a lieto fine, storie di bambini e famiglie che hanno combattuto contro la patologia e, grazie anche all’ottimismo, alla fine hanno vinto.

Purtroppo, nella vita, non tutte le storie di malattia mostrano un lieto fine, e non certo solamente per il pessimismo vissuto dai protagonisti delle stesse. Un vecchio filosofo stoico sosteneva che ci sono cose che non dipendono da noi (il cancro, una cattiva mutazione genetica, l’infiammazione cronica di un tessuto, ecc.) e su queste cose non ci possiamo fare nulla; ma ci sono anche delle cose che dipendono da noi, e cioè il modo di reagire agli eventi, l’atteggiamento che si può assumere di fronte ai fatti avversi. E se è inutile sforzarsi di lottare contro ciò che non dipende da noi, per il nostro benessere è fondamentale intraprendere tutte le azioni possibili per modificare ciò che dipende da noi, assumere cioè il giusto atteggiamento ottimista laddove la vita lo consente.

Concludiamo allora con l’auspicio evocato dalla Preghiera della serenità del teologo protestante Reinhold Niebuhr che, riprendendo quell’antica saggezza, recita:

«Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare le cose che posso,
e la saggezza per conoscere la differenza.»  

E con questo auguriamo una buona lettura e una buona vita!